Il principio di precauzione e l’emergenza coronavirus

Di fronte alla drammatica escalation dell’epidemia in questo paese, e del disorientamento che ne consegue nei Palazzi, nei media, negli operatori economici, nella pubblica opinione, che fa da stridente contrasto con le notizie che arrivano dalla Cina e più in generale dall’Asia orientale, dove invece le severe misure di contenimento sembrano funzionare, vorrei richiamare l’attenzione del lettore su un tema di cui si è dibattuto molto negli ultimi 30 anni, e cioè il corretto utilizzo del Principio di Precauzione.

Mi si consenta di ricordare che l’azione di un’associazione quale ASTRI si concretizza anche nella lotta alla disinformazione scientifica imperante nei social media, alle fake news, alla logica perversa del NIMBY, all’uso distorto del Principio di Precauzione.

Il Principio di Precauzione è uno strumento di gestione politica del rischio a livello ambientale e igienico-sanitario, che si fonda su due elementi:

 

  • il riconoscimento dei potenziali rischi, sulla base di un’accurata analisi scientifica dei dati esistenti
  • l’impossibilità di escludere, sulla base dei dati esistenti, la presenza dei rischi riconosciuti.

 

Si tende a distinguere un Principio Debole da un Principio Forte:

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ASTRI in prima pagina su l’Opinione delle Libertà

Il 15 maggio 2018 è stato depositato presso l’Agenzia delle Entrate l’atto costitutivo di una nuova “Associazione di Scienziati e Tecnologi per la Ricerca Italiana” (Astri), che mira, come recita lo Statuto, a rappresentare “un punto d’ incontro, di discussione e di unione tra quanti – enti, istituzioni, imprese e persone fisiche – sono interessati allo sviluppo della ricerca scientifica e tecnologica e al trasferimento della conoscenza che ne deriva alla società civile in favore del progresso industriale, economico e sociale della Nazione italiana”.

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L’Europa non ha ancora perso la battaglia per l’Intelligenza artificiale. Ma è solo l’UE a crederlo

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L’Intelligenza Artificiale (AI): ecco un’altra sfida che l’Unione Europea è destinata a perdere, contro i giganti USA ma anche contro la Cina e perfino la Corea del Sud. Il funzionario UE fa l’ottimista, ma solo per il posto che occupa. Del resto quest’Europa di funzionari strapagati e di politici desiderosi di riciclarsi ci ha abituato da tempo a esternazioni vanagloriose e trionfalistiche, che poi manifestano tutta la loro inconsistenza alla prova dei fatti.
È lo stesso film già visto per l’Energia Nucleare, il GPS europeo (prog. Galileo), il Genoma umano, l’industria del fotovoltaico, le neuroscienze ( ved. ad es. “Scienza e Tecnologia: che cosa ha fatto l’Europa?) e per tutte le “disrupting technologies” che hanno reso gli altri paesi sempre più forti nello scenario mondiale. L’Europa non può più permettersi di condividere il proprio patrimonio intellettuale e di know how tecnologico con altri paesi, che sono molto più efficienti nel tradurre questi assets in innovazione e prodotti di mercato, che poi possono circolare liberamente anche da noi, e quasi esentasse, come fanno i colossi del Web, Amazon, Google, Facebook ecc. No, il sistema ”Porte aperte” è diventato proprio insostenibile

Senato della Repubblica – 4-02764 – Interrogazione sulle numerose anomalie ed irregolarità amministrative poste in essere dall’ENEA e riscontrate anche dalla Corte dei conti.

Senato della Repubblica – 4-02764 – Interrogazione a risposta scritta presentata il 17 gennaio 2020.

 – Ai Ministri dello sviluppo economico, del lavoro e delle politiche sociali e dell’università e della ricerca. – Premesso che, per quanto risulta all’interrogante:

l’ENEA è un ente di diritto pubblico per l’innovazione tecnologica e i servizi avanzati alle imprese, alla pubblica amministrazione nei settori dell’energia, ambiente e sviluppo economico sostenibile e con centri di ricerca, 2.400 dipendenti ed un contributo annuo dello Stato di 140 milioni di euro;

nel 2014 l’ente è stato commissariato dal Governo Renzi con la nomina a commissario del professor Federico Testa e dei vicecommissari, dottor Tullio Fanelli e dottoressa Cristina Corazza;

nel 2016 il professor Federico Testa è stato nominato presidente dell’ENEA, con i consiglieri di amministrazione Mauro Libè e Alessandro Lanza;

vi sarebbe stato un doppio incarico del professor Federico Testa, commissario e presidente dell’ENEA e allo stesso tempo professore ordinario a tempo pieno presso l’università di Verona, facente funzioni di direttore di dipartimento;

nel periodo di commissariamento vi sarebbe stata la sostituzione irregolare dei revisori dei conti prima della loro scadenza e senza giustificata motivazione, reintegrati dalla sentenza del TAR del Lazio;

nel medesimo periodo ci sarebbe stata la nomina del vicecommissario Fanelli a vicedirettore generale dell’ENEA;

vi sarebbero state forzature e pressioni psicologiche da parte del presidente Testa sui responsabili delle unità tecniche ufficio studi (poi rimosso) e dipartimento energia per far produrre una relazione tecnica compiacente per l’associazione ASSOGAS tesa ad agevolare l’ottenimento di benefici economici legati alle certificazioni energetiche, motivandolo con rapporti di amicizia intercorrenti tra lui ed i manager ASSOGAS;

Il tokamak DTT

la gara di assegnazione della sede di Frascati per la realizzazione dell’impianto sperimentale per la fusione nucleare denominato DTT (divertor test Tokamak) sarebbe stata impugnata da diverse Regioni, con sedi ENEA, partecipanti al bando per le modalità di assegnazione al centro di Frascati con criteri e applicazione non trasparente;

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Keep calm and study: “L’opinione delle Libertà” pubblica il manifesto di ASTRI sui cambiamenti climatici

La posizione dell’associazione Astri sui cambiamenti climatici

“Non c’è nessuna emergenza climatica”

  1. cambiamenti climatici non sono derivabili dalla meteorologia: se un’estate ci pare più calda del solito, o se i ghiacciai in qualche regione del globo appaiono in ritirata, questo non vuol dire che sia in atto un riscaldamento globale del pianeta.
  2. L’inquinamento ambientale va combattuto ma non ha niente che fare col cambiamento climatico globale.
  3. La vera scienza non dovrebbe essere condizionata dalla finanza, dai media e dalla politica.
  4. I ragazzi devono studiare e poi il sabato o la domenica, quando non c’è scuola, pulire il mondo, basta anche solo il quartiere dove vivono o il luogo dove hanno manifestato
  5. Bisogna stare calmi senza falsi allarmismi che qualcuno ha interesse a diffondere per realizzare progetti di governance mondiale e servire gli interessi di molte aziende, come ha dichiarato di recente anche il Segretario generale dell’Onu.
  6. Bisogna conoscere bene il passato ed il presente per capire il futuro: studiare, studiare e studiare
  7. La verità scientifica non si basa sul consenso popolare né sul principio di autorità. Altrimenti Galileo avrebbe perso la sua battaglia contro gli aristotelici e la scienza moderna non si sarebbe mai affermata.
  8. Se uno studente o un giornalista incontrano uno che presumibilmente ha studiato un po’ più di loro devono per lo meno rispetto e ascoltare cosa dice.
  9. La terra è stata in passato una palla di fuoco e l’uomo non c’era. Poi è stato una palla di ghiaccio e l’uomo non c’era o non poteva avere alcuna influenza sul clima. Ora viviamo in un’epoca ottimale e ne dovremmo essere solo contenti, perché la storia ci dimostra che le civiltà si sviluppano in epoche più calde.
  10. Senza l’effetto serra la temperatura media del pianeta sarebbe di -18°, quindi non esisterebbe l’umanità e chissà se ci sarebbero altre forme di vita.
  11. Non bisogna rinunciare a fonti energetiche in maniera ideologica: non si può seriamente pensare di mandare avanti l’industria di un Paese manifatturiero quale l’Italia utilizzando solo fonti rinnovabili quali il solare e l’eolico, che hanno un carattere erratico ed intermittente.
  12. Non bisogna dire una bugia per affermare una verità: per sostenere l’utilizzo pacifico dell’energia nucleare non è necessario ricorrere ad argomenti allarmistici come il cambiamento climatico.
  13. Le ideologie antimoderne di decrescita non devono fermare lo sviluppo della società umana, che è sempre cresciuta con un andamento costante, interrotto solo temporaneamente e localmente per epidemie, guerre e carestie che nessuno si augura.
  14. I maggiori fautori delle fonti rinnovabili sono proprio i signori del petrolio che finanziano i movimenti per l’ambiente e influenzano i media, certi di poter vendere così oil&gas per tanto tempo ancora e impedire il ritorno di altre fonti energetiche come il nucleare.

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PETIZIONE SUL RISCALDAMENTO GLOBALE ANTROPICO

Un appello di scienziati e tecnologi italiani in difesa della verità scientifica

Al Presidente della Repubblica
Al Presidente del Senato
Al Presidente della Camera dei Deputati
Al Presidente del Consiglio

PETIZIONE SUL RISCALDAMENTO GLOBALE ANTROPICO

I sottoscritti, cittadini e uomini di scienza, rivolgono un caloroso invito ai responsabili politici affinché siano adottate politiche di protezione dell’ambiente coerenti con le conoscenze scientifiche. In particolare, è urgente combattere l’inquinamento ove esso si presenti, secondo le indicazioni della scienza migliore. A tale proposito è deplorevole il ritardo con cui viene utilizzato il patrimonio di conoscenze messe a disposizione dal mondo della ricerca e destinate alla riduzione delle emissioni antropiche inquinanti diffusamente presenti nei sistemi ambientali sia continentali che marini.

Bisogna però essere consapevoli che l’anidride carbonica di per sé non è un agente inquinante. Al contrario essa è indispensabile per la vita sul nostro pianeta. (continua)

ll tema scientifico del momento: l’Intelligenza Artificiale, introdotta dalla Prof. Emilia Costa

A tutt’oggi la conoscenza sul tema Intelligenza Artificiale (IA) non é ben chiara ai media, provocando inutili discussioni e diversi pericolosi equivoci. Infatti se non si conosce bene la storia e lo sviluppo dei concetti che sono alla base dell’attualità dell’IA difficilmente potremo comprenderne potenzialità ed eventuali pericoli.

Il mio Dipartimento di Neuroscienze ed io ci siamo occupati già dagli anni ’70 di IA nell’ottica dei Sistemi basati sulla conoscenza (1969 – 1979) e delle Reti neurali (1980 – 1985). Definendo l’IA come un settore dell’Informatica che cerca di attuare sistemi hardware e software per elaborare prestazioni di pertinenza dell’intelligenza umana.

Il tema IA ha da sempre suscitato interesse e dibattito tra scienziati per eventuali pericoli, e filosofi per l’aspetto etico (Musk , Hawking). Le premesse dell’IA nascono dai primi studi sui calcolatori già dal 1623 e dal 1937 con i concetti base di calcolabilità e computabilità, a cui dopo molto tempo seguì il primo… (continua)