Battiston, Bussetti mi ha revocato dalla presidenza dell’Asi

Per una verifica formale sulle modalità della nomina (ANSA)

Battiston, come nessuno dice e molti ignorano, è un nipote acquisito di Romano Prodi, avendone sposato la nipote. Non era particolarmente competente per fare il presidente dell’ASI, molti altri sarebbero stati meglio di lui. Ma non appartenevano alla famiglia dei Prodipoti. Quindi bene ha fatto il ministro a rimuoverlo, la sua è stata una nomina politica. Ora il vento è cambiato.

CONVEGNO “SCIENZA E TECNOLOGIA: QUALE FUTURO PER L’ITALIA IN EUROPA?”

 

 

 “Il contributo dell’associazione ASTRI al recupero e valorizzazione del patrimonio scientifico italiano”

Giovedi 8 Novembre 2018, ore 11.30

Sala del Refettorio,
Camera dei Deputati, Via del Seminario 76,
Roma


Nello scorso mese di giugno la Commissione Europea ha dato inizio al percorso legislativo di adozione di Horizon Europe, il prossimo programma quadro di ricerca ed innovazione per il settennato 2021-2027, successore di Horizon 2020. Un percorso, sì, idealmente pianificato, e tuttavia talmente irto di potenziali ostacoli, che ne rendono la tempistica di definizione ed approvazione assai incerta. Basti pensare come non può esistere Horizon Europe senza un accordo sul bilancio pluriennale complessivo e non può esserci accordo sul bilancio senza il consenso di ogni Stato membro dell’Unione. 

In questo scenario di grande incertezza permane uno stato di malessere del nostro Paese, che non riesce ad essere performante nella competizione per i finanziamenti stanziati dall’Unione Europea per la ricerca scientifica e tecnologica, con un bilancio entrate/uscite troppo in rosso da troppi anni: si può fermare il declino e invertire la tendenza negativa?

Se passasse la proposta per Horizon Europe avanzata da varie comunità scientifiche, in cui si rivendica un robusto aumento della quota dedicata alla ricerca, l’Italia ne sarebbe ulteriormente penalizzata, senza che vi siano soluzioni efficaci in tempi brevi. Se anche il Governo decidesse un incremento sostanzioso della nostra (bassa) spesa in ricerca e aumentasse considerevolmente il numero (basso) dei nostri ricercatori – queste sono le due ragioni cui vengono attribuite di solito le nostre scarse prestazioni – questo non produrrebbe certo effetti tangibili nell’arco di pochi anni, perchè non andrebbe a incidere sulle cause strutturali che sono alla base del nostro ritardo.

Non è possibile tollerare ancora una situazione simile.

È chiaro che una revisione approfondita del rapporto Italia – Unione Europea s’impone anche in questo settore, ma un nuovo approccio al problema potrà aver successo solo se la classe politica non verrà lasciata sola ad affrontare questo non facile compito, che richiede anche un cambiamento radicale della grammatica culturale della comunità scientifica italiana.

Per questa ed altre finalità è nata recentemente l’Associazione degli Scienziati e Tecnologi per la Ricerca Italiana (ASTRI), che si propone di promuovere studi, convegni ed altri contributi utili alla legislazione e alla regolamentazione d’interesse per scienza, ricerca e sviluppo tecnologico, e di fornire al sistema politico-parlamentare ogni supporto utile ad orientare correttamente le politiche scientifiche del Paese. Non solo, ma si propone anche come struttura in grado di svolgere in proprio attività di ricerca e formazione, essendo formata da professionisti operanti presso Enti dove la Ricerca scientifica e tecnologica è istituzionale. 

Programma

Saluto introduttivo: on. Diego Sozzani

Modera: Diego Righini

Intervengono:

Sergio Bartalucci (INFN Frascati – Presidente ASTRI): Presentazione dell’associazione ASTRI ed introduzione al tema :“Scienza e Tecnologia: che cosa ha fatto l’Europa?”


Pierangelo Sardi (SIPSiVi senior researcher – Direttivo ASTRI): Divergenza di interessi fra la ricerca italiana e quella europea”

Emilia Costa (Sapienza Univ. di Roma – Direttivo ASTRI): “La complessità della Ricerca in Europa”

Emanuel Croce (ENEA Frascati – Direttivo ASTRI): “Bilancio UE, Horizon 2020, e start-up innovative”

Paolo Bonifazi (ex-INAF – Socio ASTRI): “Perché istituire anche in Italia un’Agenzia Nazionale della Ricerca e dell’Innovazione”

Massimo Sepielli (ENEA Casaccia – Direttivo ASTRI): “Confronto fra le policy energetiche in Europa e in Italia: a ognuno il suo mix”

Pietro Agostini (ENEA Brasimone – Socio ASTRI): “Proposte per valorizzre il patrimonio di conoscenze nucleari nel contesto italiano”


Interverranno: sen. Maurizio Gasparri, on. Giuseppe Basini e altri esponenti del mondo politico-parlamentare
a

 Si prega di dare conferma di adesione direttamente a Sergio Bartalucci, Presidente ASTRI, all’indirizzo e-mail:

astri@scienzanazionale.it  

 

 

 

il Ministro Bussetti le ha cantate chiare al mondo accademico: la ricerca dev’essere anche utile al Paese

Camera dei deputati
X Commissione Attività produttive, commercio e turismo Senato della Repubblica
10° Commissione Industria, commercio, turismo

Audizione del Sig. Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Prof. Marco Bussetti, sulle Linee programmatiche del Ministero sulla ricerca applicata

3 ottobre 2018, ore 14,30

a pag 9:

“Il Paese non può permettersi il lusso di avere una metrica di valutazione e di premio del merito degli Organismi di Ricerca tutta centrata sulla produttività scientifica dei ricercatori, come conquista a sé, trascurando l’esigenza di una nuova politica industriale orientata all’innovazione dove l’Università e gli Enti di Ricerca sono chiamati a rivestire un ruolo chiave per le loro capacità di ricerca ma anche di trasferimento al mercato dei relativi risultati.”

Tutto il documento qui

Il Ministro Bussetti: “Nascerà agenzia nazionale per la ricerca”

Il ministro ha presentato in Senato le linee guida. Ci sarà un’organizzazione unica per i 22 enti di ricerca. (Repubblica)

Potrebbe essere una buona notizia. Vedremo come concretamente verrà gestita. A tal proposito ecco una descrizione tratta dal volume (pag. 216 sgg)

Scienza e Tecnologia: che cosa ha fatto l’Europa?” di Sergio Bartalucci

Naturalmente per Agenzia non s’intende un ennesimo “carrozzone” iper- trofico e burocratizzato, bensì una struttura agile e snella, indispensabile per il rilancio della ricerca, in particolare della ricerca di base e direttamente col- legata con la Presidenza del Consiglio, su cui accentrare così la distribuzione delle risorse destinate alla ricerca ed ora sparpagliate tra i vari Ministeri (MIUR, MISE, MEF, MiPAAF, Sanità, Ambiente, Difesa). Le funzioni dell’Agenzia sarebbero:

a)  gestire la distribuzione dei finanziamenti pubblici competitivi attra- verso i meccanismi di peer review internazionalmente riconosciuti;

b)  facilitare l’accesso in Italia di fondi guadagnati in ambito euro-

peo/internazionale;

c)  monitoraggio dei settori strategici della ricerca;

d)  coordinamento delle iniziative pubbliche/private per la realizzazione

di nuove infrastrutture di ricerca;

e) organo di riferimento del Governo per le politiche scientifiche.

Il Governo insomma dovrebbe limitarsi ad individuare le aree di ricerca prioritarie e mettere a disposizione le risorse economiche da assegnare, men- tre l’Agenzia dovrebbe bandire i concorsi sui singoli progetti, istruire il refe- raggio, premiare il merito e valutare i risultati. La struttura dovrebbe gestire, nei giusti equilibri, i bandi per la ricerca a lungo termine con le necessità della ricerca transnazionale, raccordando i progetti italiani con quelli della ricerca europea. Contemporaneamente si dovrebbe vietare per legge che si possano stanziare fondi pubblici alla ricerca e all’innovazione con modalità non competitive, prassi questa particolarmente invisa ai proponenti. L’agenzia non dovrebbe costituire un aggravio in termini di costi, giacché basterebbe deviare verso di essa flussi di denaro ora destinati ad altri Enti e mal utilizzati….