Il principio di precauzione e l’emergenza coronavirus

Di fronte alla drammatica escalation dell’epidemia in questo paese, e del disorientamento che ne consegue nei Palazzi, nei media, negli operatori economici, nella pubblica opinione, che fa da stridente contrasto con le notizie che arrivano dalla Cina e più in generale dall’Asia orientale, dove invece le severe misure di contenimento sembrano funzionare, vorrei richiamare l’attenzione del lettore su un tema di cui si è dibattuto molto negli ultimi 30 anni, e cioè il corretto utilizzo del Principio di Precauzione.

Mi si consenta di ricordare che l’azione di un’associazione quale ASTRI si concretizza anche nella lotta alla disinformazione scientifica imperante nei social media, alle fake news, alla logica perversa del NIMBY, all’uso distorto del Principio di Precauzione.

Il Principio di Precauzione è uno strumento di gestione politica del rischio a livello ambientale e igienico-sanitario, che si fonda su due elementi:

 

  • il riconoscimento dei potenziali rischi, sulla base di un’accurata analisi scientifica dei dati esistenti
  • l’impossibilità di escludere, sulla base dei dati esistenti, la presenza dei rischi riconosciuti.

 

Si tende a distinguere un Principio Debole da un Principio Forte:

(continua su l’Opinione delle Libertà)

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