L’evoluzione (lenta) della fusione nucleare e come gli americani pensano di accelerarla

Il Plasma Science and Fusion Center (PSFC) del MIT ha scelto la strada più breve per arrivare alla fusione nucleare. L’idea innovativa sta nell’uso di magneti superconduttori ad alta temperatura, che consentono da un lato un grande risparmio energetico rispetto ai conduttori normali (rame), ma dall’altro un innalzamento del campo ben oltre il limite tipico dei magneti superconduttori a bassa temperatura (Niobio-stagno per ITER). L’intensità B del campo magnetico al centro del toroide di ARC/FNSF sarà circa il doppio di quella di ITER, consentendo così un guadagno notevole:

sia in termini di tempo di confinamento del plasma e quindi di guadagno energetico, proporzionale a B3

sia in termini di riduzione di volume e quindi densità di potenza, proporzionale a  B4

(immagini tratte da Z. Hartwig, SPARC Underground – IAP 2017)

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